
2022-2024
ICONOGRAFIA DEL TARANTISMO - Un rituale tra dolore e ribellione del mondo contadino salentino (Iconography of Tarantism: A Ritual Between Pain and Rebellion in the Rural World of Salento) is a master’s thesis presented in 2024 at the École nationale supérieure de la photographie d’Arles, France. Conducted between 2022 and 2024 under the supervision of theorist and professor Fabien Vallos, it culminated in a self-published bilingual artist’s book (Italian/French).
The research explores the complex phenomenon of tarantism, deeply rooted in the rural culture of Salento, Apulia. By grounding the work in the region’s socio-economic context, it highlights how rituality emerges as a necessary response to the needs of a marginalized rural population. Tarantism refers to the symbolic and mythical bite and poison of the tarantula which gave rise to a collective healing ritual expressed through music, dance, and color.
The project unfolds through an initial investigation into the iconography of tarantism, moving between two perspectives: the ethnographic and photojournalistic documentation of the 1950s–80s, and its reinterpretation by contemporary artists. While postwar images — from Franco Pinna to Gianfranco Mingozzi and Chiara Samugheo — tend to frame the ritual within a narrative of marginality and poverty in Southern Italy, more recent artistic and theoretical practices reframe it as a space of cultural reappropriation. In the cinema of Edoardo Winspeare, this process takes shape through the valorization of local language and territory; in the works of Alessia Rollo and Romina De Novellis, it becomes an explicitly political gesture, opening up new readings of an ancestral tradition.
ICONOGRAFIA DEL TARANTISMO - Un rituale tra dolore e ribellione del mondo contadino salentino (Iconography of Tarantism: A Ritual Between Pain and Rebellion in the Rural World of Salento) is a master’s thesis presented in 2024 at the École nationale supérieure de la photographie d’Arles, France. Conducted between 2022 and 2024 under the supervision of theorist and professor Fabien Vallos, it culminated in a self-published bilingual artist’s book (Italian/French).
The research explores the complex phenomenon of tarantism, deeply rooted in the rural culture of Salento, Apulia. By grounding the work in the region’s socio-economic context, it highlights how rituality emerges as a necessary response to the needs of a marginalized rural population. Tarantism refers to the symbolic and mythical bite and poison of the tarantula which gave rise to a collective healing ritual expressed through music, dance, and color.
The project unfolds through an initial investigation into the iconography of tarantism, moving between two perspectives: the ethnographic and photojournalistic documentation of the 1950s–80s, and its reinterpretation by contemporary artists. While postwar images — from Franco Pinna to Gianfranco Mingozzi and Chiara Samugheo — tend to frame the ritual within a narrative of marginality and poverty in Southern Italy, more recent artistic and theoretical practices reframe it as a space of cultural reappropriation. In the cinema of Edoardo Winspeare, this process takes shape through the valorization of local language and territory; in the works of Alessia Rollo and Romina De Novellis, it becomes an explicitly political gesture, opening up new readings of an ancestral tradition.
ICONOGRAFIA DEL TARANTISMO - Un rituale tra dolore e ribellione del mondo contadino salentino
è la tesi magistrale discussa nel 2024 presso l’École nationale supérieure de la photographie d’Arles, Francia. Condotta tra il 2022 e il 2024 sotto la supervisione del teorico e professore Fabian Vallos, è culminata nella realizzazione di un libro d’artista auto-prodotto e bilingue (italiano/francese).
La ricerca esplora il complesso fenomeno del tarantismo, profondamente radicato nella cultura rurale del Salento, in Puglia. A partire da un’analisi del contesto socio-economico della regione, il testo mette in luce come la ritualità emerga come risposta necessaria ai bisogni di una popolazione rurale marginalizzata. Il tarantismo si riferisce al morso e al veleno simbolici e mitici della taranta e al rituale collettivo di guarigione espresso attraverso musica, danza e colore che ne consegue.
La tesi si propone come una prima indagine sull’iconografia del tarantismo, articolata in due prospettive: da un lato le documentazioni etnografiche e fotogiornalistiche degli anni Cinquanta–Ottanta, e dall’altro le sue reinterpretazioni da parte di artisti contemporanei. Se le immagini del dopoguerra — da Franco Pinna a Gianfranco Mingozzi e Chiara Samugheo — tendono a inscrivere il rituale in una narrazione di marginalità e povertà del Sud Italia, le pratiche artistiche e teoriche più recenti lo rileggono come uno spazio di riappropriazione culturale. Nel cinema di Edoardo Winspeare, questo processo prende forma attraverso la valorizzazione della lingua e del territorio locali; nelle opere di Alessia Rollo e Romina De Novellis, diventa un gesto esplicitamente politico, capace di generare nuove letture di una tradizione ancestrale.
è la tesi magistrale discussa nel 2024 presso l’École nationale supérieure de la photographie d’Arles, Francia. Condotta tra il 2022 e il 2024 sotto la supervisione del teorico e professore Fabian Vallos, è culminata nella realizzazione di un libro d’artista auto-prodotto e bilingue (italiano/francese).
La ricerca esplora il complesso fenomeno del tarantismo, profondamente radicato nella cultura rurale del Salento, in Puglia. A partire da un’analisi del contesto socio-economico della regione, il testo mette in luce come la ritualità emerga come risposta necessaria ai bisogni di una popolazione rurale marginalizzata. Il tarantismo si riferisce al morso e al veleno simbolici e mitici della taranta e al rituale collettivo di guarigione espresso attraverso musica, danza e colore che ne consegue.
La tesi si propone come una prima indagine sull’iconografia del tarantismo, articolata in due prospettive: da un lato le documentazioni etnografiche e fotogiornalistiche degli anni Cinquanta–Ottanta, e dall’altro le sue reinterpretazioni da parte di artisti contemporanei. Se le immagini del dopoguerra — da Franco Pinna a Gianfranco Mingozzi e Chiara Samugheo — tendono a inscrivere il rituale in una narrazione di marginalità e povertà del Sud Italia, le pratiche artistiche e teoriche più recenti lo rileggono come uno spazio di riappropriazione culturale. Nel cinema di Edoardo Winspeare, questo processo prende forma attraverso la valorizzazione della lingua e del territorio locali; nelle opere di Alessia Rollo e Romina De Novellis, diventa un gesto esplicitamente politico, capace di generare nuove letture di una tradizione ancestrale.










Iconography of Tarantism: A Ritual Between Pain and Rebellion in the Rural World of Salento, self-published bilingual artist’s book (Italian/French), 400 pages, Olin Regular 120 gr and Cyclus 80 gr, 2024
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